Landing page in pratica
La landing page, letteralmente «pagina di atterraggio», è la pagina su cui arriva chi clicca su un annuncio, un post o un link in una email. A differenza della home, che presenta tutta l'attività, ha un solo obiettivo: far compilare un modulo, prenotare, chiamare, scaricare un listino. Spesso si tolgono menu e link superflui per non distrarre.
Serve perché chi arriva da una campagna ha in mente una cosa precisa. Se promuovi la pulizia dei denti a prezzo fisso e mandi le persone sulla home, devono cercare l'offerta da sole, e molte rinunciano. Una pagina dedicata riprende lo stesso messaggio dell'annuncio e porta dritto all'azione. In più puoi misurare quanti contatti porta ogni campagna.
Un esempio quotidiano: una palestra lancia a settembre una promozione per i nuovi iscritti. La landing page ha un titolo con l'offerta, tre motivi concreti per sceglierla, foto vere della sala, gli orari, un modulo con nome e telefono e il pulsante per scrivere su WhatsApp. Niente altro.
Gli errori più frequenti: troppi pulsanti con obiettivi diversi, moduli con dieci campi, testi generici copiati dalla home, pagina pesante da smartphone. Controlla che si apra in fretta anche con rete mobile (i core Web Vitals aiutano a misurarlo) e che le richieste arrivino davvero a qualcuno: collegare il modulo a un CRM evita che i contatti restino dimenticati in una casella email.