Come capisco se Google ha indicizzato il mio sito?
Il controllo più rapido è l'operatore site:. Scrivi nella barra di ricerca di Google «site:iltuodominio.it» (senza spazi e senza https). Se compaiono pagine del tuo sito, Google le conosce; se non compare nulla, il sito non è ancora indicizzato e il problema è a monte di qualsiasi discorso di posizionamento.
Il risultato di site: è indicativo, non un conteggio preciso. Per i dati veri serve Google Search Console, lo strumento gratuito di Google per i proprietari di siti. Dopo aver verificato la proprietà del dominio, hai a disposizione tre funzioni che contano.
- Indicizzazione delle pagine: mostra quante pagine sono indicizzate e, per quelle escluse, il motivo (bloccata da noindex, pagina duplicata, rilevata ma non ancora scansionata, e così via).
- Sitemap: qui invii l'indirizzo della sitemap del sito, così Google riceve l'elenco completo delle pagine invece di doverle scoprire da solo.
- Controllo URL: incolli l'indirizzo di una pagina e vedi se è indicizzata, quando è stata scansionata l'ultima volta e se ci sono problemi. Da qui puoi anche richiederne l'indicizzazione.
Quali problemi tecnici impediscono a Google di trovare il sito?
Sono le cause più frustranti, perché basta una riga sbagliata per rendere invisibile un sito intero. La buona notizia è che Search Console di solito le segnala in modo esplicito.
| Problema | Come lo riconosci | Cosa fare |
|---|---|---|
| Tag noindex rimasto attivo | Search Console: «Esclusa dal tag noindex» | Rimuovere il tag dalle pagine da mostrare |
| robots.txt che blocca la scansione | Aprire iltuodominio.it/robots.txt e cercare «Disallow: /» | Togliere il blocco sulle sezioni pubbliche |
| Nessuna sitemap | iltuodominio.it/sitemap.xml non esiste | Generarla e inviarla in Search Console |
| Pagine duplicate | «Pagina duplicata senza URL canonico selezionato dall'utente» | Indicare la versione principale con il tag canonical |
| Niente https | Il browser mostra «Non sicuro» | Installare un certificato e reindirizzare http su https |
Il caso del noindex è più comune di quanto si pensi: molti siti vengono costruiti con l'indicizzazione disattivata per non mostrare la versione di prova, e al momento della pubblicazione nessuno la riattiva.
Sito troppo nuovo
Se il dominio è online da pochi giorni, Google potrebbe semplicemente non essere ancora passato. Inviare la sitemap e richiedere l'indicizzazione della home con Controllo URL accelera la scoperta, ma non la rende istantanea.
Lento o rotto sul telefono
Google valuta i siti soprattutto nella loro versione per smartphone. Un sito che su telefono ha testi minuscoli, menu che non si aprono o elementi che escono dallo schermo parte svantaggiato: un sito responsive fatto bene non è un dettaglio estetico.
Contano anche i core Web Vitals, le metriche con cui Google misura velocità di caricamento, reattività ai tocchi e stabilità della pagina mentre si carica. Li trovi in Search Console, nel report «Esperienza». Le cause tipiche dei valori scarsi sono immagini non compresse, troppi script esterni e un hosting lento.
Infine l'https: senza un certificato SSL il browser segnala il sito come non sicuro. Google considera l'https un fattore di posizionamento, anche se leggero, e soprattutto molti visitatori se ne vanno appena vedono l'avviso.
Il sito è indicizzato ma non compare: il problema sono i contenuti?
Molto spesso sì. Google mostra le pagine che rispondono meglio a una ricerca precisa, e un sito con poche pagine generiche non risponde bene a nessuna ricerca in particolare.
- Pagine troppo scarne. Una pagina «Servizi» con tre righe e un elenco puntato dà a Google pochissimo da capire. Spiega cosa fai, per chi, come funziona, quanto dura, cosa deve aspettarsi il cliente.
- Nessuna pagina per servizio. Se offri sei servizi in un'unica pagina, quella pagina compete male su tutte e sei le ricerche. Una pagina dedicata per ciascuno, con un titolo chiaro, può comparire per la ricerca specifica.
- Mancano le parole dei clienti. Tu scrivi «trattamenti di implantologia», il cliente cerca «impianto dentale costo». Usa i termini che senti dai clienti al telefono, non solo quelli tecnici del tuo settore.
- Nessuna città. Per un'attività locale, se nel sito non compaiono la città e il quartiere in cui lavori, Google fa più fatica ad associarti alle ricerche della zona.
Un esempio di struttura è il sito che abbiamo realizzato per Studio Colonna24, studio dentistico e di medicina estetica nel quartiere Chiaia di Napoli: una pagina per ciascuno dei 21 servizi, un blog e un lavoro di SEO locale. Ogni trattamento ha così una pagina che può rispondere a chi lo cerca, invece di un unico elenco che non risponde bene a nessuno.
Perché i concorrenti della mia zona compaiono prima di me?
A parità di contenuti, Google premia chi sembra più affidabile e più rilevante per la zona. Qui entrano in gioco fattori che stanno fuori dal sito.
- Nessun link da altri siti. Se nessun sito parla di te, Google ha pochi segnali di fiducia. I link utili arrivano da associazioni di categoria, fornitori, partner, giornali locali, portali di settore: pochi ma pertinenti valgono più di tanti a caso.
- Nessuna scheda Google Business Profile. Per le ricerche locali, la mappa con le attività in zona compare spesso prima dei risultati normali. Senza una scheda Google Business Profile verificata e completa, in quel riquadro non ci sei.
- Nessuna recensione. Numero, qualità e frequenza delle recensioni contano per la visibilità locale e per la scelta del cliente. Chiederle con costanza ai clienti soddisfatti, e rispondere a tutte, fa la differenza nel tempo.
- Nome, indirizzo e telefono diversi. Se su sito, scheda Google, pagine social ed elenchi online compaiono versioni diverse (vecchio indirizzo, numero cambiato, nome abbreviato), Google è meno sicuro di quali dati siano corretti. Uniformali ovunque.
Aiutano anche i dati strutturati: un codice invisibile al visitatore che comunica a Google, in un formato standard, nome, indirizzo, orari e tipo di attività.
Quanto tempo ci vuole per comparire su Google?
Dipende da cosa intendi per «comparire». Sono due tempi diversi, ed è utile non confonderli.
| Obiettivo | Tempi indicativi |
|---|---|
| Pagine indicizzate (si trovano cercando il nome dell'attività) | Da qualche giorno a qualche settimana |
| Posizioni su ricerche poco contese (servizio specifico + quartiere) | Qualche mese |
| Posizioni su ricerche molto contese in una grande città | Molti mesi di lavoro continuo, senza certezze |
Nessuno può garantire la prima posizione su Google: l'algoritmo non è pubblico, cambia nel tempo e dipende anche da cosa fanno i concorrenti. Diffida di chi promette risultati certi in tempi certi.
Quello che si può fare è partire con basi solide: un sito tecnicamente pulito, una pagina per ogni servizio e la scheda Google curata fin dal primo giorno. È il modo in cui impostiamo ogni progetto di realizzazione siti web.
Checklist: cosa controllare, in ordine
- Cerca «site:iltuodominio.it» su Google e guarda se compare qualche pagina.
- Verifica il dominio in Google Search Console.
- Invia la sitemap e controlla il report di indicizzazione delle pagine.
- Con Controllo URL, verifica la home e le pagine dei servizi principali.
- Escludi noindex e blocchi nel robots.txt.
- Controlla che il sito sia in https e funzioni bene sul telefono.
- Guarda i Core Web Vitals e alleggerisci immagini e script se sono scarsi.
- Crea una pagina dedicata per ogni servizio, con le parole che usano i clienti e la zona in cui lavori.
- Apri o completa la scheda Google Business Profile e inizia a chiedere recensioni.
- Uniforma nome, indirizzo e telefono su sito, scheda Google, social ed elenchi online.
Domande frequenti
01Come faccio a far trovare il mio sito su Google?+
Verifica il sito in Google Search Console, invia la sitemap e richiedi l'indicizzazione della home. Poi lavora su una pagina per ogni servizio con i termini che cercano i clienti, sulla scheda Google Business Profile e sulle recensioni.
02Pagare Google serve a far comparire il sito nei risultati normali?+
No. Gli annunci a pagamento compaiono in spazi separati e contrassegnati come sponsorizzati. I risultati normali non si comprano: dipendono da indicizzazione, contenuti e autorevolezza del sito.
03Perché il mio sito compare cercando il nome ma non cercando il servizio?+
Perché è indicizzato ma non abbastanza pertinente o autorevole per quella ricerca. Di solito mancano una pagina dedicata al servizio, la zona nel testo, link da altri siti o recensioni.
04Ogni quanto devo aggiornare il sito per restare su Google?+
Non esiste una frequenza obbligatoria. Conta che le informazioni siano corrette e che i contenuti rispondano alle domande dei clienti: aggiorna prezzi, orari e servizi quando cambiano e aggiungi pagine o articoli quando hai qualcosa di utile da dire.
05Cambiare dominio fa perdere il posizionamento?+
Può farlo, almeno temporaneamente, se il passaggio è fatto male. Con reindirizzamenti 301 da ogni vecchia pagina alla nuova corrispondente e la segnalazione del cambio in Search Console, la perdita si riduce molto.