Sito responsive in pratica
Un sito responsive si adatta allo schermo su cui viene aperto: su computer mostra magari tre colonne affiancate, su smartphone le dispone una sotto l'altra, ingrandisce i pulsanti e ridimensiona le immagini. È un unico sito, con gli stessi contenuti e lo stesso indirizzo, non una versione «mobile» separata da aggiornare a parte.
Pensa a quando cerchi tu un ristorante, un orario o un numero da chiamare: quasi sempre lo fai dal telefono, spesso mentre sei per strada. Se il sito è scomodo, torni indietro e scegli un altro. Inoltre Google valuta i siti soprattutto nella loro versione per smartphone, quindi un sito poco usabile da mobile ne risente anche nella SEO.
Un esempio: un centro estetico pubblica il listino in una tabella larga otto colonne. Su computer è chiaro, su telefono costringe a scorrere di lato e a ingrandire. In versione responsive ogni trattamento diventa una scheda con nome, durata e prezzo, e il pulsante «Prenota» resta a portata di pollice. A volte conviene andare oltre il semplice adattamento: per Claudia Loperto Architetto abbiamo creato un'apertura diversa per desktop e per telefono.
Quando controlli un sito, non limitarti a restringere la finestra del computer: aprilo sul tuo telefono, con la rete mobile. Verifica che i testi si leggano senza ingrandire, che i pulsanti non siano troppo vicini, che telefono e indirizzo si possano toccare per chiamare o aprire la mappa e che i moduli siano comodi da compilare. Anche i core Web Vitals vanno guardati prima di tutto da smartphone.